La creatività:
Introduzione:
Per far sia che un'opera venga considerata originale deve soddisfare 2 criteri:
- originalità (qualcosa di nuovo innovativo, mai visto prima)
- Carattere sociale (far sì che venga riconosciuto importante e utile dalla società).
Lucio Fontana (1899 – 1968) è stato un artista e scultore, produsse diverse opere creative e originali, delle sue opere rappresentano un semplice taglio. Le sue opere vengono riconosciute come quadri e soddisfano anche il criterio di creatività perché mai viste prima, è stato il primo. Questo suo gesto dimostra che la creatività non è solo saper disegnare bene, ma trovare un modo diverso di esprimersi attraverso l’arte e quindi cambiando delle regole predefinite, questo lo rende originale.
Wertheimer e il pensiero produttivo:
Max Wertheimer, Psicologo praghese ed esponente della Gestalt (1880 - 1943), nel 1933 è costretto a fuggire dalla germania per via delle persecuzioni naziste, arriva negli USA, insegna li ad una scuola di ricerca a new york, in quegli anni scrive il saggio sul pensiero produttivo, che venne pubblicato 2 anni dopo la sua morte nel 1945. Secondo lui la principale caratteristica della creatività è il pensiero produttivo, che è la capacità di di osservare un problema nel suo insieme, riorganizzare i dati di un problema per giungere ad una soluzione originale, l’obbiettivo è creare soluzioni grazie a procedimenti originali tramite la loro ricombinazione, facilita una situazione complessa.
Wertheimer distingue il pensiero produttivo dal pensiero meccanico, il pensiero meccanico è un modo di pensare rigido, è basato sulla memorizzazione di regole/procedure già conosciute, non coinvolge la creatività, un modo diretto per raggiungere l'obbiettivo.
Al pensiero creativo Wertheimer riconosce 3 caratteri,
- Esplorativo: Tramite l'ambiente che ci circonda cerchiamo di trovare elementi che possono esserci utili per risolvere il problema.
- Inventivo: Quello che l'ambiente offre viene utilizzato in maniera originale.
- Intuitivo: Si immagina procedimento mai usato che apre a nuove soluzioni oltre alle soluzioni già date.
Guilford e il Pensiero divergente:
Joy P, Guilford (1897-1987) fu uno psicologo statunitense che si occupò in modo approfondito del tema della creatività, Fu tra i primi studiosi a sostenere che il pensiero umano non è un processo unico, ma può assumere due forme principali: il pensiero convergente e il pensiero divergente.
Il pensiero convergente è un tipo di ragionamento logico e diretto, che ha come obbiettivo di trovare un’unica risposta corretta a un problema, non implica l'utilizzo della creatività. Tende a seguire un percorso chiaro, fino alla soluzione.
È il tipo di pensiero che si utilizza, ad esempio, in matematica o in logica, quando da un insieme di dati si arriva direttamente a una soluzione precisa e verificabile.
Questo modo di pensare è fondamentale per le discipline scientifiche.
Il pensiero divergente, invece, è la forma di pensiero che più di tutte caratterizza la creatività umana.
A differenza del pensiero convergente, non cerca una sola risposta corretta, ma apre la mente a più possibilità, esplorando strade nuove, originali e spesso inaspettate.
Chi utilizza il pensiero divergente è capace di guardare i problemi da prospettive diverse, di mettere in relazione elementi lontani e di immaginare soluzioni alternative.
Questo tipo di pensiero non nasce dal caso: richiede comunque una buona conoscenza dei dati e delle informazioni di partenza, che vengono poi rielaborati in modo creativo e flessibile.
La mente, attraverso il pensiero divergente, combina, modifica e trasforma ciò che già conosce, generando idee nuove, efficaci e originali.
Esempio di pensiero divergente
Un esempio concreto di pensiero divergente è la nascita di Facebook, nel 2004.
L’idea nacque da Mark Zuckerberg, uno studente dell’Università di Harvard, che ebbe l’intuizione di creare una piattaforma digitale per mettere in contatto gli studenti del suo ateneo.
L’obiettivo iniziale era semplice: facilitare la conoscenza e la comunicazione tra i ragazzi della stessa università.
Tuttavia, quella che sembrava un’idea locale e limitata si rivelò presto una rivoluzione mondiale: il progetto si espanse rapidamente, coinvolgendo altre università e poi tutto il pianeta.
Da quel momento, Facebook cambiò radicalmente il modo in cui le persone interagiscono, comunicano e condividono informazioni.
Questa intuizione, nata da una combinazione originale di strumenti già esistenti (internet, profili personali, reti di contatti), è un chiaro esempio di pensiero divergente applicato alla realtà: da un problema concreto – come favorire la comunicazione – è nata una soluzione completamente nuova, capace di modificare l’intero modo di vivere la socialità online.
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