Comportamentismo:
Il comportamentismo è stata una delle correnti psicologiche più influenti negli Stati Uniti durante la prima metà del Novecento, e ancora oggi molte sue idee sono utilizzate in diversi campi, sia sperimentali sia terapeutici. I comportamentisti attribuivano grande importanza allo studio dell’apprendimento, convinti che gran parte dei comportamenti umani non fosse innata, ma il risultato delle esperienze e dell’ambiente in cui una persona cresce.
Secondo i comportamentisti, gli esseri umani nascono con pochissime abilità predefinite; tutto il resto viene modellato dall’interazione con il mondo esterno. Proprio per questo i ricercatori comportamentisti, come già aveva fatto Pavlov, ponevano grande attenzione sull’osservazione diretta del comportamento animale in laboratorio. Analizzavano cioè come cambiava il comportamento di un animale quando venivano modificate alcune condizioni o stimoli, evitando spiegazioni interne o mentali che non potevano essere osservate.
concentrarsi sui dati osservabili, tralasciando ipotesi non verificabili riguardo ai processi mentali o al funzionamento nascosto del sistema nervoso. L’obiettivo era costruire una psicologia basata su fenomeni misurabili e ripetibili, come qualsiasi altra scienza.
Thorndike e la Puzzle Box
Uno dei principali precursori del comportamentismo fu lo psicologo americano Edward Thorndike (1874-1949). I suoi esperimenti, realizzati in un periodo molto vicino a quello di Pavlov, avevano lo scopo di comprendere il comportamento animale in condizioni controllate.
Per questo inventò la Puzzle Box, una gabbia speciale in cui inseriva un gatto affamato. La gabbia poteva essere aperta solo se il gatto attivava alcuni meccanismi interni, come tirare una leva o premere un pedale, perfettamente alla sua portata. All’esterno della gabbia veniva messo del cibo, che diventava lo scopo del compito: per uscire e mangiare, il gatto doveva riuscire a risolvere il “puzzle”.
Inizialmente i gatti si muovevano in modo confuso, provando comportamenti casuali. Ma dopo diversi tentativi (in genere una trentina), riuscivano a individuare l’azione corretta per liberarsi. Una volta imparata la soluzione, venivano rimessi di nuovo nella stessa gabbia per verificare se impiegavano meno tempo a uscire. Se il tempo diminuiva, ciò dimostrava che l’animale aveva imparato la sequenza di azioni necessarie per ottenere la ricompensa.
Gli esperimenti di Thorndike confermarono questa ipotesi, permettendogli di formulare alcune importanti leggi dell’apprendimento (sono 3).
Le tre leggi di Thorndike
Legge dell’esercizio:
Legge dell’effetto
Legge dell’idoneità
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